Storia
Izzalini: frazione del comune di Todi (PG).
Il paese si trova lungo il percorso collinare che porta da Todi sino a Montecchio, ad un’altezza di 417 m s.l.m.; secondo i dati del censimento Istat del 2001, è popolato da 58 residenti.
Storia
“Villa, già castello che si sà per tradizione fosse stato così nominato da un todino in memoria di Ezzlino tiranno, servito da esso molto tempo nelle guerre, mentre prima appellavasi Sant’Angelo de Plebe dalla sua chiesa ch’era pievania, una delle maggiori che fossero nella diocesi, ed il luogo faceva 32 fuochi senza la tenuta di Torre Baldo che fu edificata da Baldo de Meneco per suo fortilizio nel 1455. Si ha per altra parte che certi capitani di Ezelino andando a Roma a favore dell’imperatore, e da todi piegando verso Viterbo, quivi si fermassero e tolta la villa a’ partigiani della Chiesa, la munissero di mura, la presidiassero come un castello e la nominassero Ezzalini in memoria come sopra.”
(dal “Dizionario Topografico Tudertino” di Gian Battista Alvi del 1765, conservato manoscritto presso l’archivio storico comunale di Todi.)
Per collocare questa breve storia su un terreno più sicuro, si dirà che intorno all’ultimo quarto del XIII secolo il comune di Todi, per facilitare l’attività amministrativa e fiscale, aveva diviso il territorio in 19 “plebati” (da pievania), assumendo come punto di riferimento pievi di grande prestigio. Il “plebato di Sant’Angelo de Plebe” era uno dei più ricchi e popolosi e qui, tra i molti castelli e ville, vennero registrate le 32 famiglie (o fuochi) residenti a “Grezalino” e “Sant’Angelo” (il censimento di Todi del 1290 testimonia circa 154 persone abitanti a Izzalini e Sant’Angelo).
I nomi dei capifamiglia vennero rigorosamente trascritti nel “Libro dei fuochi” degli anni 1290-91 e pertanto da questo registro pergamenaceo apprendiamo due notizie importanti: la prima è che il sito si chiamava “Grezalino” o “Gecalinis” (da cui la corruzione in Izzalini) e non Ezelino, la seconda è che l’intero complesso era densamente abitato.
Del resto la fama del priorato benedettino di Sant’Angelo assicurava all’intera zona notevole prestigio e buone occasioni di lavoro nelle terre possedute e nel monastero.
Si aggiunga che Izzalini era posta nelle immediate vicinanze della Via dei Mercanti che collegava da tempi antichissimi la “statio” romana del “Vieus Martis” (oggi Santa Maria in Pantano) a Montenero, Torre Olivola, Camerata, Melezzole, Sant’Andrea di Carmano presso Tenaglie di Montecchio dove si collegava con la via Amerina da un lato o proseguiva per un diverticolo verso i porti di Corneto (Tarquinia) e Civitavecchia sul mar Tirreno. Verso nord-ovest il sito era collegato agli insediamenti romani di Asproli, Petroro e San Sisto, attestati per le numerose testimonianze di ville patrizi, ed all’importante via d’acqua rappresentata dal Tevere che, secondo le descrizioni di Plinio, era navigabile con il sistema delle chiuse.
A testimoniare l’origina romana concorrono alcuni ritrovamenti effettuati nel 1739, documentati da Andrea Giovannelli e registrati in preziosi manoscritti conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro: vennero alla luce condutture in piombo, pietre lavorate, un grande bacile di terracotta, monete con l’effige di Giano bifronte e una ancora più antica recante la scritta in caratteri etruschi “Tutere”.
Verso la fine del ’500 la chiesa di Sant’Angelo risultò praticamente distrutta per cui il titolo parrocchiale fu trasferito all’interno del castello. Nel 1571 vi abitavano 83 persone (52 adulti e 31 minori).
La traformazione da villa in “luogo forte” o fortificato avvenne tra il XIV e il XV secolo e fu completata ad opera dei Landi, signori feudatari del luogo, insieme con Torre Baldo, costruita nel 1458 da Baldo di Domenico (Landi), ed alla torre del cassero castellare, significativamente chiamata Torre Landone.
Nella Torre Landone, poi d’Alberto, poi Sant’Angelo – tutti nomi oggi dimenticati – fu costruita, a cura del parroco Bigaroni, la cella campanaria. Il nome di Sant’Angelo le derivò dall’essere vicina alla chiesa parrocchiale, la quale si trovava appunto presso la torre, nel vano ora cantine della casa parrocchiale ed a questa sottostante; questo vano ha una porta in pietra, con arco a tutto sesto.
Di questo periodo è anche la costruzione delle mura e della porta sopra la quale nel 1573 il comune di Todi fece murare (come in tutti gli altri castelli del territorio) l’aquila tuderte. Lo statuto comunale del 1337 attesta che la comunità di Izzalini-Sant’Angelo era compiutamente organizzata in una “universitas” dei capifamiglia che si riuniva periodicamente per discutere faccende di ambito strettamente locale su convocazione del “sindicus” eletto tre gli abitanti e delegato al collegamento con l’autorità centrale e di uno o più “massari” con compiti di contabilità locale e tributaria e perciò costretti a versare una cospicua caparra al comune di Todi a garanzia della corretta amministrazione.
La parte centrale del paese, ancora in parte cinta da mura castellane, ha una forma ed un aspetto pittoreschi, sebbene le vecchie casette, i robusti avanzi delle torri e della fortezza e la porta vadano ogni giorno più celandosi fra le costruzioni nuove. La piccola e semplice chiesa attuale si trova presso il castello, ed è dedicata a Sant’Angelo; pare che nel secolo XVII in questa fosse trasportata la parrocchia e l’antico titolo.
Dagli annuari: dati storici
Todi – Annuario 1913
Pagina 33: Izzalini – Insegnante Albertini Alberta – Medico Chirurgo Palumbo Vincenzo Alfredo – Parroco Bigaroni Marino – Privative Giansanti Domenico
Todi – Annuario 1927
Pagina 19: Insegnante nella scuola rurale di Izzalini Antonia Solani
Pagina 35: Izzalini – Parroco don Igino Costa – Giugno (prima domenica di): Festa solenne di Maria SS.ma – Processione intorno al castello – Vasto programma di festeggiamenti civili – Settembre 29 o domenica successiva: festa del patrono S. Michele Arcangelo con processione come sopra.
Circolo G. F. C. I. “Maria Immacolata”
Pagina 10 – Automobile postale giornaliero da e per Acquoloreto (Baschi) – Conduttore D. Buricchi
Pagina 31 – Izzalini – Abitanti 386 – Distanza da Todi (centro): Km 11,77 – Ufficio Postale – Telefono
Economia e manifestazioni
La presenza di un gran numero di casali e rustici, nelle vicinanze, ha permesso lo sviluppo di una buona attività agrituristica.
Monumenti e luoghi d’interesse
Il castello, con un arco d’ingresso a tutto sesto sovrastato dalla torre campanaria dell’antica chiesa;
Fortezza di Torre Baldo e resti del castello di Ilione Landone;
Castello di Piedimozzo.
Come raggiungerci
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